Ultimo aggiornamento
lunedì, 12 novembre 2018

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DOLORE ONCOLOGICO

Importanza del problema

 

Stime attendibili valutano in oltre 6.000.000 nel mondo il numero dei pazienti che soffrono ogni anno di dolore da cancro avanzato ed in oltre 16.000.000 il numero dei pazienti cancerosi che, in fasi più o meno avanzate della malattia, soffrono di qualche sindrome dolorosa. Il totale di oltre 19.000.000 di pazienti offre un’idea rappresentativa della magnitudine e del carattere “epidemico” del dolore oncologico. Adottando analoghe estrapolazioni, si stima che in Italia ogni anno si ammalino di cancro circa 250.000 persone e, di queste, circa 110.000 ne muoiano: dai 60.000 agli 80.000 necessitano di terapia antalgica.

Il 20‑50% dei pazienti già nelle fasi iniziali della malattia neoplastica lamenta un dolore significativo. Il fenomeno interessa non meno del 50% dei soggetti negli stadi intermedi, per salire ad oltre il 70% nei pazienti con cancro avanzato. Il dolore è d’intensità medio‑elevata nel 50% dei casi, molto elevata o insopportabile in l/3 di essi.

I tumori a più elevata incidenza di dolore risultano essere le metastasi (prevalentemente ossee) e i sarcomi (80%), quelli a minore incidenza le leucemie ed i linfomi.

Nonostante ciò, ancora troppo frequentemente il dolore da cancro viene trattato in maniera del tutto inadeguata, persino nei paesi più industrializzati ed a più elevata qualità di vita, cosicché un numero inaccettabilmente alto di pazienti si dibatte tra sofferenze intollerabili ed inalleviate.

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LOW BACK PAIN (MAL DI SCHIENA)

Epidemiologia

ll dolore di origine rachidea, prevalentemente lombare o cervicale, é uno dei più comuni disturbi che inducono il paziente a richiedere l’intervento del medico, e la sua frequenza tra le affezioni dolorose croniche é seconda solo alla cefalea.

Il dolore di origine lombare, più comunemente indicato con la terminologia inglese low back pain, é di gran lunga il più diffuso e rilevante tra i dolori rachidei. E’ stima comune che l’80% della popolazione generale soffra di low back pain almeno una volta nella propria vita e che esso rappresenti il disturbo socialmente ed economicamente più costoso nella fascia d’età tra i 30 e i 60 anni .

Quanto ad una distribuzione epidemiologica sul piano eziopatogenetico, uno studio compiuto su un vasto campione della popolazione nella pratica medica generale ha rilevato come in circa l’80% dei casi le cause del low back pain fossero “aspecifiche”, non legate cioé ad una specifica lesione organica, mentre solo nel 6-8% erano documentabili discopatie, seguite, con minore incidenza, da cause miscellaneee (neoplasie, processi infiammatori, ecc.).

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LE CEFALEE

Introduzione

Le cefalee rappresentano la più frequente causa di ricorso al medico e la manifestazione più comune di dolore acuto e/o cronico, costituendo  un considerevole peso economico e sociale. La loro gestione ed il loro trattamento restano ancora un problema clinico di grande impegno , nonostante l’ampia disponibilità di farmaci e di metodiche psicofisiologiche.

Le cefalee sono classicamente classificate come “Primarie” o “Secondarie”. Le Cefalee Croniche Primarie (CCP) sono generalmente benigne, ricorrenti e non causate da patologie primarie dell’encefalo, come l’emicrania o la cefalea di tipo tensivo. Rappresentano circa il 90% di tutte le cefalee. Le CCP causano spesso situazioni di rilevante disabilità, imponendo un notevole onere non solo ai pazienti ed alle loro famiglie, ma anche alla società nel suo complesso a causa della elevata prevalenza nella popolazione generale.

Le Cefalee Secondarie sono causate da una patologia organica cranio-encefalica, quali neoplasie, emorragie cerebrali o processi infiammatori.

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L’IPNOSI NEL CONTROLLO DEL DOLORE

Introduzione

L’ipnosi è probabilmente la più antica forma di psicoterapia conosciuta (le sue origini risalgono infatti a Mesmer nel secolo XVIII), e, nonostante una storia caratterizzata da fasi alterne di grande popolarità e di pressochè completo abbandono, negli ultimi decenni sta conoscendo una seconda giovinezza, a testimonianza del grande potere adattivo del mezzo ipnotico.

Una delle più antiche applicazioni mediche dell’ipnosi riguarda il controllo del dolore, la cui efficacia é nota da tempo, anche se l’evidenza clinico-sperimentale e la comprensione di alcuni meccanismi neurofisiologici di base sono state rese possibili solo di recente dal grande sviluppo delle tecniche elettrofisiologiche e di neuroimaging. Inoltre l’introduzione di innovative e sofisticate tecniche ipnotiche indirette (come, ad es., quelle ericksoniane) hanno dato vita ad una Nuova Ipnosi.

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